Ernie Ernia della parete addominale - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on settembre 21st, 2017 | by redazione

0

Ernia della parete addominale

Nell’articolo di oggi parliamo di ernia della parete addominale, un disturbo piuttosto frequente che colpisce circa il 5% degli italiani.

Il termine generico ernia della parete addominale definisce qualsiasi caso in cui un viscere, o anche solo una parte di esso, fuoriesce dalla sua sede naturale attraverso un punto particolarmente debole della parete muscolare dell’addome.

Il disturbo viene identificato con nomi differenti a seconda della zona in cui l’ernia origina:

  • Ernia epigastrica. Il disturbo è localizzato nella zona dell’addome che si trova tra lo sterno e l’ombelico, ossia l’epigastrio
  • Ernia ombelicale. La protrusione si sviluppa nella zona al di sopra o al di sotto della regione ombelicale
  • Ernia inguinale. Un tratto di intestino fuoriesce a livello dell’inguine
  • Ernia crurale (o femorale). Come per l’ernia inguinale la zona interessata è quella pubica. In particolare, la protrusione del viscere avviene attraverso il canale femorale
  • Ernia otturatoria. In questo caso l’ernia si sviluppa attraverso il cosiddetto forame otturatorio, situato alla radice della coscia

Vi sono, inoltre, altre due forme di ernia che interessano la cavità addominale:

  • Laparocele. Si tratta di un’ernia che origina dalla cicatrice chirurgica di un intervento addominale laparotomico
  • Ernia iatale. Questa si forma quando la parte superiore dello stomaco risale all’interno del torace attraverso lo iato esofageo (o diaframmatico), un foro che unisce esofago e stomaco e regola il passaggio del cibo

CAUSE DI ERNIA DELLA PARETE ADDOMINALE

La causa principale associata ad una ernia addominale è l’indebolimento dei muscoli o del tessuto connettivo a livello dell’addome. Questa debolezza può essere a sua volta provocata da:

  • Predisposizione genetica. Alcuni soggetti presentano un indebolimento congenito della parete addominale
  • Età. Con l’avanzare degli anni l’invecchiamento, del tutto fisiologico, dei tessuti ne provoca l’assottigliamento
  • Fumo
  • Sovrappeso ed obesità
  • Gravidanza. Le gravidanze, soprattutto quelle multiple, possono generare un assottigliamento della parete addominale
  • Bronchite e/o stipsi croniche
  • Sforzi eccessivi e/o ripetuti
  • Ascite, ossia la presenza di una quantità eccessiva del liquido normalmente presente nella cavità addominale

SINTOMI

Un’ ernia della parete addominale può essere visivamente identificabile e al tempo stesso del tutto asintomatica. Tuttavia i sintomi generici con cui può manifestarsi sono:

  • Gonfiore nel punto di formazione dell’ernia. Questo tende a scomparire in posizione supina, mentre si accentua in posizione eretta o sotto sforzo
  • Sensazione di peso o tensione, che può essere anche associata a fitte dolorose
  • Dolore e/o fastidio localizzato

Altri sintomi sono strettamente legati alla localizzazione dell’ernia addominale, come ad esempio:

  • Nausea e vomito, soprattutto dopo i pasti, e diarrea (ernia epigastrica)
  • Sensazione di bruciore localizzato e dolore che si acutizza dopo un colpo di tosse, uno starnuto, sollevamento di carichi pesanti o in caso di complicanze, quali: formazione di aderenze tra l’ernia e la parete addominale o strozzamento dell’ernia stessa (ernia ombelicale)

DIAGNOSI

Lo specialista è in grado di stabilire se si è in presenza di ernia, durante una semplice visita, attraverso l’osservazione e la palpazione dell’addome del paziente.

In alcuni casi potrebbero essere necessari ulteriori indagini strumentali, quali:

  • Ecografia addominale
  • TC, in caso si tratti di soggetti obesi o ci sia il rischio di incarceramento dell’ernia
  • Risonanza Magnetica, se con le due precedenti metodiche non si riesce a stabilire una diagnosi corretta

TRATTAMENTO

Alcune ernie addominali si risolvono spontaneamente. Un esempio è quello dell’ernia ombelicale dei neonati, che regredisce entro i 12-18 mesi di vita, e quella che può essere causata dalla gravidanza.

In generale possiamo dire che nel momento in cui l’ernia non regredisceaumenta di volume o nel caso in cui ci sia un’elevata probabilità che si vada incontro a strozzamento si rende necessario intervenire chirurgicamente.

L’intervento ha lo scopo di ridurre l’ernia e rafforzare la parete addominale con l’utilizzo di reti in materiale biocompatibile permanente.

 

Per maggiori  informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,


About the Author



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑
  • VIDEO

  • ULTIME NEWS

  • Contatta il Professore


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi