Ernie Ernia inguinale, dalla diagnosi al post-operatorio - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on maggio 11th, 2018 | by redazione

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Ernia inguinale: dalla diagnosi al post-operatorio

L’intervento di ernia inguinale può essere eseguito a prescindere dall’età del soggetto o dalla presenza di eventuali patologie cardiache o funzionali importanti. Seguiamo i singoli passaggi dalla diagnosi al decorso post-operatorio.

La fuoriuscita di un tratto di intestino a livello dell’inguine determina di fatto una ernia inguinale. Durante la visita lo specialista è in grado di individuarne la presenza mediante l’osservazione e la palpazione della zona inguinale del paziente.
In caso di ernie di medie o grandi dimensioni il loro volume (a causa della forza di gravità) tende ad aumentare in posizione eretta. Al contrario, queste rientrano nella cavità addominale una volta in posizione supina.
Nel caso di ernie molto piccole, lo specialista potrebbe chiedere al paziente di tossire per poter visualizzare meglio la protrusione.

ERNIA INGUINALE: trattamento

L’intervento di ernia inguinale viene effettuato in anestesia locale ed ha una durata di circa 20 minuti. Non necessita di particolari precauzioni e può essere eseguito su qualsiasi tipo di persona, prescindendo dall’età o da eventuali patologie cardiache o funzionali importanti.
L’intervento prevede:

  • La riduzione del sacco erniario, con il riposizionamento delle anse intestinali all’interno della cavità addominale
  • Posizionamento di reti in materiale inerte. Queste agiscono come una toppa e servono a chiudere il difetto anatomico che è alla base della formazione dell’ernia stessa

DECORSO POST OPERATORIO

Le reti utilizzate si attaccano in maniera indissolubile alle strutture su cui vengono collocate, nel giro di 24 ore. Questo rende impossibile avere una recidiva e permette non solo la riduzione del dolore post-operatorio, ma anche la ripresa immediata delle normali attività.

Difatti, finito l’intervento, il paziente è in grado di tornare nella sua stanza da solo e dopo 2 ore può persino andare a casa. In particolare, il giorno stesso deve fare almeno 500 metri a piedi. Nella maggior parte dei casi il paziente può guidare già nelle prime due ore dall’operazione.

Il giorno seguente è necessario che cammini per almeno 1 km, mentre l’attività sportiva è garantita in una settimana. Rimettere in attività i muscoli, non solo evita il dolore, ma consente un rapido recupero funzionale dei muscoli e, quindi, della loro normale contrattilità.

Verranno poi effettuate delle visite di controllo a distanza di un mese, sei mesi e un anno dall’operazione.

 

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma.

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

 

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