Proctologia Fecaloma, contrastiamo stipsi e sedentarietà - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on dicembre 13th, 2017 | by redazione

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Fecaloma: contrastiamo stipsi cronica e sedentarietà

Il fecaloma è una condizione generalmente associata ad una stipsi prolungata nel tempo, che può portare persino all’occlusione intestinale. Vediamo di cosa si tratta e come possiamo evitare che si sviluppi.

Quando la motilità intestinale diminuisce, aumenta il tempo di permanenza nell’intestino delle feci, le quali finiscono con l’accumularsi nell’ampolla rettale. Questo causa la formazione di una massa fecale sempre più disidratata e dura, difficile da evacuare spontaneamente: il fecaloma.

CAUSE

Nella maggior parte dei casi il fecaloma è associato ad una stipsi cronica e, quindi, prolungata nel tempo, provocata a sua volta da:

  • Vita troppo sedentaria
  • Uso eccessivo di lassativi

Altre cause dirette dei fecalomi sono:

  • Allettamento prolungato. Gli anziani ed i pazienti ospedalizzati sono più soggetti a questo tipo di problematica
  • Dieta troppo povera di liquidi e fibre
  • Vomito e sudorazione eccessiva. Questi due elementi possono favorire lo sviluppo dei fecalomi
  • Alcuni farmaci possono rallentare il normale transito intestinale. Un esempio sono gli anticolinergici, gli antidiarroici e gli antidolorifici/analgesici (metadone, codeina)
  • Malattie a carico del sistema nervoso o che interessano il cervello

Questo disturbo può anche essere associato all’ostruzione intestinale meccanica e al cancro del colon-retto. Per questa ragione è molto importante non sottovalutare il problema e rivolgersi ad uno specialista.

SINTOMI ASSOCIATI AL FECALOMA

Nelle sue fasi iniziali il fecaloma può essere del tutto asintomatico. Tuttavia, i sintomi associati al disturbo sono gli stessi che caratterizzano l’occlusione intestinale:

  • Dolore addominale acuto ed intermittente, sotto forma di crampi e spasmi
  • Addome gonfio
  • Nausea e vomito
  • Disidratazione e scompenso idro-elettrolitico, dovuti al vomito

DIAGNOSI

Lo specialista è in grado di valutare la presenza del fecaloma mediante l’esplorazione ano-rettale. Nel caso vi siano alterazioni dell’alvo può essere necessario eseguire una colonscopia, così da evidenziare eventuali infezioni o altre patologie a carico di colon e retto.

TRATTAMENTO

Ovviamente l’obiettivo principale del trattamento è rimuovere la massa fecale ostruttiva. Nel caso di fecalomi di piccole dimensioni si procede mediante l’utilizzo di clismi (o clisteri). Questi prevedono la somministrazione per via rettale di sostanze liquide, o semi liquide, in grado di ammorbidire e lubrificare le feci, così da facilitare la loro evacuazione.

Un’alternativa è la cosiddetta rimozione manuale, attraverso cui lo specialista cerca di frammentare gradualmente la massa in pezzi più piccoli, e quindi più facili da far uscire, prestando molta attenzione a non provocare lesioni al retto.

In caso si tratti di un fecaloma di grandi dimensioni, può essere necessario intervenire chirurgicamente per poter eliminare la massa fecale ostruttiva.

PREVENZIONE

È possibile prevenire la formazione del fecaloma adottando uno stile di vita sano che comprenda:

  • Alimentazione ricca di frutta e verdure per poter mantenere in salute l’intestino
  • Giusta idratazione. È essenziale bere molta acqua, in particolare nei mesi estivi
  • Attività fisica moderata ma regolare, assai importante per contribuire all’adeguata motilità intestinale

 

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

 

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