Proctologia La presenza di liquido nella cavità addominale è una condizione normale. Quando aumenta in maniera eccessiva si parla di ascite, la quale può essere il segnale di un processo patologico in corso

Published on marzo 27th, 2017 | by redazione

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Gonfiore addominale ed ascite

La presenza di liquido nella cavità addominale è una condizione normale. Quando aumenta in maniera eccessiva si parla di ascite, la quale può essere il segnale di un processo patologico in corso.

In condizioni normali il liquido presente nella cavità addominale non dà problemi. Difatti ha la funzione di non creare attrito né tra gli organi interni, né tra gli organi stessi e la parete addominale. L’ascite si verifica quando si ha l’accumulo di una quantità maggiore di liquido, accumulo che può essere la spia di diverse patologie. Vediamo nel dettaglio.

CAUSE DI ASCITE

Nell’80% dei casi si tratta di pazienti affetti da malattie del fegato. Non a caso la causa più frequente di ascite è la cirrosi epatica. Le altre cause sono legate a:

  • Epatopatia alcolica
  • Epatiti virali
  • Ipertensione portale
  • Insufficienza cardiaca, infarto
  • Tubercolosi
  • Sindrome di Budd-Chiari, che comporta l’occlusione delle vene epatiche
  • Pancreatite
  • Carcinoma peritoneale
  • Tumore al fegato
  • Tumore al pancreas

SINTOMI DI ASCITE

I sintomi variano a seconda della causa scatenante. Generalmente la forma lieve di ascite è asintomatica. Nelle forme più gravi possono manifestarsi:

  • Gonfiore addominale
  • Dolore addominale
  • Perdita di appetito
  • Perdita di peso
  • Stanchezza
  • Fiato corto, dovuto all’interferenza del liquido con i movimenti del diaframma e dei polmoni
  • In caso di cirrosi epatica: varici esofagee che possono rompersi e sanguinare
  • In caso di infezione batterica dovuta alla peritonite batterica spontanea: febbre, nausea e vomito

DIAGNOSI

L’ascite può essere classificata secondo tre gradi:

  • I° grado. È la forma lieve, poco visibile e asintomatica. Per questa ragione può essere individuata solo mediante ecografia addominale
  • II° e III° grado. Sono le forme più gravi. Lo specialista è in grado di diagnosticare l’ascite mediante l’esame visivo dell’addome ed alcune manovre.

Oltre all’ecografia addominale potrebbe essere necessario sottoporsi anche a:

  • Esami del sangue
  • Esame del liquido aspirato in seguito a paracentesi. Questo permette la ricerca di infezioni batteriche o di eventuali cellule tumorali (dosaggio delle albumine e delle proteine).

TRATTAMENTO

Per il trattamento dell’ascite è opportuno evitare gli alcolici e limitare il consumo di sale nella propria alimentazione, poiché causa la ritenzione dei liquidi.

Possono essere prescritti dei farmaci diuretici, i quali hanno lo scopo di indurre l’espulsione dei liquidi in eccesso.

Nel caso in cui non ci siano miglioramenti, può essere necessario effettuare l’aspirazione dei liquidi mediante paracentesi.

Le complicanza più gravi in caso di ascite sono:

  • La peritonite batterica spontanea, che viene trattata con antibiotici
  • La sindrome epatorenale. La pressione dei liquidi su fegato e reni può, difatti, comprometterne in modo grave il funzionamento, rendendo talvolta necessario il trapianto di fegato
  • Ipertensione epatica. In questo caso si può intervenire con il posizionamento di uno Shunt portosistemico transgiugulare intraepatico al fine di ridurre l’ipertensione portale

È bene che chi soffre di ascite si rivolga ad uno specialista ed effettui controlli periodici e regolari, in modo da tenere sotto osservazione l’andamento della malattia.

 

Per ulteriori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

 

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