Oncologia Tumore al collo dell’utero, fattori di rischio e diagnosi precoce - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on luglio 28th, 2017 | by redazione

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Tumore al collo dell’utero: fattori di rischio e diagnosi

Il tumore al collo dell’utero nelle sue fasi iniziali è in genere asintomatico. Diagnosticarlo precocemente può aumentare notevolmente le possibilità di guarigione. Vediamo quali sono i fattori di rischio e gli esami da eseguire.

La cervice uterina, o collo uterino, è la parte inferiore dell’utero. Questo è ancorato alla parete ossea della pelvi mediante delle strutture fibrose che si inseriscono a livello della cervice. I parametri (ossia queste  strutture) sono attraversati dalle arterie uterine e dall’uretere, il canale che collega i reni alla vescica.

L’esocervice uterina e le pareti vaginali sono rivestite dal cosiddetto epitelio squamoso, mentre l’endocervice da quello cilindrico. Il punto di passaggio tra i due epiteli viene chiamato giunzione squamo-colonnare.

Il tumore al collo dell’utero origina dalla trasformazione in senso maligno di alcune cellule, situate proprio livello della giunzione squamo-colonnare, che si moltiplicano in maniera incontrollata.

TUMORE AL COLLO DELL’UTERO: Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio del cancro alla cervice uterina è rappresentato dall’infezione da Papilloma Virus Umano (HPV – Human Papilloma Virus). Come abbiamo già detto in un precedente articolo, si tratta di una delle cosiddette malattie a trasmissione sessuale. Ad oggi sono oltre 100 i diversi genotipi di HPV conosciuti per la loro pericolosità a livello oncologico.

Difatti, non tutte le infezioni legate al virus portano al cancro. Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riesce a debellarlo, oppure il virus può rimanere silente o ancora provocare piccoli tumori benigni conosciuti col nome di papillomi.

Oltre al Papilloma Virus, esistono altri fattori di rischio riconosciuti, quali:

  • Familiarità per il tumore
  • Fumo
  • Inizio precoce dell’attività sessuale (prima dei 16 anni)
  • Promiscuità sessuale del proprio partener o anche personale
  • Aver partorito in adolescenza
  • Aver portato avanti molte gravidanze
  • Uso prolungato di contraccettivi orali (per un periodo superiore ai 5 anni)
  • Obesità
  • Alimentazione troppo povera di frutta e verdura
  • Indebolimento del sistema immunitario dovuto a malattie immuno-depressive

SINTOMI

Generalmente negli stadi iniziali il tumore al collo dell’utero è asintomatico. La sua sintomatologia è comunque comune a molte altre patologie che interessano l’apparato genitale. Per questa ragione è fondamentale rivolgersi ad uno specialista qualora dovessero manifestarsi uno o più sintomi, quali:

  • PERDITE VAGINALI INSOLITE, sia per colore che per consistenza
  • SANGUINAMENTI VAGINALI non associati al normale ciclo mestruale
  • DOLORE PELVICO
  • DOLORE E/O SANGUINAMENTO durante i rapporti sessuali

DIAGNOSI

È molto importante diagnosticare il cancro alla cervice uterina ad uno stadio iniziale. Considerando anche l’aspetto asintomatico di questo tipo di neoplasia, non è difficile intuire quanto sia essenziale effettuare controlli ginecologici annuali che comprendano in primis il Pap test. Vediamo in maniera dettagliata quali sono gli esami:

  • Pap test. Nella maggior parte dei casi, l’esame consente di individuare eventuali anomalie cellulari mediante un prelievo a livello della cervice uterina
  • HPV DNA test. Nel caso il Pap test dia esito positivo, è possibile identificare il ceppo virale responsabile dell’infezione attraverso l’HPV DNA test
  • Esame pelvico. Viene effettuato un esame pelvico approfondito nel caso vi sia una diagnosi, o anche un sospetto, di tumore al collo dell’utero. Questo consente di individuare le sue dimensioni ed il suo grado di avanzamento
  • Colposcopia. L’esame permette una buona visione di cervice e vagina, nonché l’individuazione di eventuali zone anomale o sospette. È possibile anche prelevare un campione di tessuto per l’esame istologico
  • Risonanza Magnetica della pelvi. Con questo esame non invasivo si può valutare l’estensione locale del cancro
  • TC del torace. È importante sottoporsi alla tomografia per poter escludere la cosiddetta estensione a distanza del tumore, ai polmoni
  • Tomografia assiale ad emissione di positroni. L’esame è in grado di identificare le cellule tumorali in attività, nei casi in cui vi siano dubbi sull’effettiva localizzazione a distanza della neoplasia

Per ulteriori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

 

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