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Ernie addominali e disturbi del pavimento pelvico: due facce della stessa biomeccanica?

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Ernie addominali e disturbi del pavimento pelvico, stessa biomeccanica - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Le ernie addominali e i disturbi del pavimento pelvico possono sembrare problemi molto diversi. In realtà, esiste un punto di contatto importante: entrambi coinvolgono strutture che collaborano continuamente per gestire la pressione all’interno dell’addome.

Quando tossiamo, starnutiamo, solleviamo un peso o ci sforziamo durante la defecazione, infatti, la pressione addominale aumenta. A controllarla intervengono il diaframma, i muscoli della parete addominale e il pavimento pelvico.

Ernie addominali e pressione intra-addominale

La pressione all’interno dell’addome cambia continuamente durante la giornata. È del tutto normale: serve per compiere molti gesti quotidiani, dalla tosse all’attività fisica, fino alla defecazione.

Quando però gli aumenti di pressione sono frequenti o particolarmente intensi, possono sottoporre a maggiore sollecitazione una parete addominale che presenta già una zona di debolezza.

È uno dei motivi per cui, quando si valuta un’ernia, è importante considerare anche alcuni fattori che aumentano la pressione addominale, come:

  • la tosse cronica
  • il sollevamento frequente di carichi
  • lo sforzo ripetuto durante l’evacuazione

Questo non significa che la stitichezza o il sollevamento di pesi siano, da soli, la causa di un’ernia. La formazione di un’ernia dipende da diversi fattori, tra cui la resistenza dei tessuti e la presenza di una zona di maggiore fragilità della parete.

Ernie della parete addominale e pavimento pelvico: cosa hanno in comune?

Il punto di incontro è la gestione della pressione addominale.

Il pavimento pelvico non lavora in modo isolato. Insieme al diaframma e alla muscolatura addominale, partecipa alla regolazione delle pressioni che si sviluppano nel tronco. Durante la defecazione, per esempio, deve coordinare correttamente la muscolatura per permettere l’evacuazione.

Quando una persona soffre di stitichezza e deve spingere frequentemente, la pressione intra-addominale aumenta ripetutamente. Allo stesso modo, chi ha un’ernia dolorosa può modificare inconsapevolmente la postura e il modo di utilizzare la muscolatura addominale.

Ernie della parete addominale e disturbi del pavimento pelvico possono quindi condividere alcuni meccanismi e fattori favorenti, senza che questo significhi necessariamente che una condizione provochi l’altra.

È più corretto parlare di un rapporto funzionale: strutture diverse partecipano allo stesso sistema di gestione della pressione.

Perché è importante guardare oltre il sintomo?

Quando compare un’ernia, l’attenzione si concentra naturalmente sul rigonfiamento o sul dolore. Ma può essere utile osservare anche ciò che accade intorno: la presenza di stitichezza, difficoltà a evacuare, tosse persistente o attività che comportano frequenti aumenti della pressione addominale.

Lo stesso vale per i disturbi del pavimento pelvico. Un problema di evacuazione, per esempio, non dovrebbe essere considerato soltanto come un disturbo locale, soprattutto quando è persistente o associato ad altri sintomi.

Ernie addominali e pavimento pelvico appartengono a due ambiti distinti, ma comunicanti. Comprendere questa relazione permette di considerare l’addome e il bacino come un sistema integrato, nel quale parete addominale, diaframma e pavimento pelvico lavorano insieme ogni giorno.

Non significa che un’ernia e un disturbo del pavimento pelvico siano necessariamente collegati. Significa, piuttosto, che quando compaiono insieme è utile guardare al paziente nel suo complesso, e non soltanto al singolo sintomo.

 

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