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Proctologia Ascessi anorettali, di cosa si tratta - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on luglio 12th, 2019 | by redazione

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Ascessi anorettali: di cosa si tratta?

Nell’approfondimento di oggi parliamo di ascessi anorettali, soffermandoci sulla sintomatologia, la diagnosi e loro risoluzione.

Nel momento in cui le piccole ghiandole anali si ostruiscono, queste possono infettarsi e dar luogo ad ascessi, ossia cavità in cui vi è un accumulo di pus. Gli ascessi anorettali possono svilupparsi in prossimità dell’ano (perianali) o nei tessuti più profondi:

  • Inter-sfinterici. Si formano tra lo sfintere esterno e quello interno
  • Ischio-rettali. Attraversano lo sfintere e si estendono al di sotto del muscolo elevatore dell’ano
  • Pelvi-rettali. Si sviluppano al di sopra del muscolo elevatore dell’ano

SINTOMI

Come abbiamo visto, gli ascessi anorettali possono essere superficiali o profondi. C’è da dire che in genere un ascesso superficiale può risultare assai doloroso. Al contrario, un ascesso profondo può provocare meno dolore. Tuttavia, in questi casi possono presentarsi sintomi, quali:

  • Dolore costante
  • Gonfiore intorno all’ano, senza essere necessariamente correlato con gli atti defecatori
  • Perdite di materiale purulento o sieroso dall’ano
  • Senso di malessere e spossatezza
  • Febbre e brividi. In genere un ascesso pelvirettale può avere come unici sintomi proprio febbre, brividi e senso di malessere generale. Inoltre, tale sintomatologia può essere il segnale di una possibile chiusura (guarigione apparente) del tunnel fistoloso che si forma sotto la pelle e che mette in comunicazione la ghiandola anale, dalla quale l’ascesso origina. In questa eventualità, la febbre sarebbe accompagnata nuovamente dal dolore e l’ascesso potrebbe riformarsi verso altre direzioni dopo giorni, mesi o anche anni

ASCESSI ANORETTALI: diagnosi e trattamento

Generalmente in caso di ascessi anorettali superficiali questi vengono facilmente individuati mediante un semplice esame proctologico ambulatoriale che comprende:

  • Anamnesi del paziente
  • Osservazione e palpazione della zona anale e dei tessuti circostanti
  • Esplorazione rettale digitale con eventuale anoscopia

Nel caso di ascessi che possano essere localizzati in profondità o vi sia la comorbilità di altre patologie (come ad esempio il diabete, il Morbo di Crohn etc.) è consigliabile effettuare anche degli esami diagnostici:

Gli ascessi vengono risolti mediante una incisione cutanea, che può essere effettuata ambulatorialmente in anestesia locale. Tale incisione favorisce la fuoriuscita del pus, diminuendo di conseguenza la pressione all’interno dell’ascesso stesso.

In caso di soggetti ad alto rischio (pazienti febbrili, diabetici, con neutropenia o con marcata cellulite) è necessaria anche una terapia antibiotica.

 

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

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