Autodiagnosi online, come difendersi

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Si sa: il medico è il peggior paziente. E’ opinione comune che la categoria dei medici sia la più difficile da gestire quando questi si trovano dal lato paziente. Non è sempre detto ma delle ragioni di fondo esistono e sono anche molto semplici. Per professione abbiamo tutti i giorni a che fare con le malattie e ci capita di dover svolgere un ruolo delicato nel comunicare ai nostri pazienti la situazione. Negli anni sviluppiamo una “metodologia” comunicativa per poter affrontare le sfide più difficili. Quando dobbiamo fare una diagnosi abbiamo il dovere di indagare per primi i sintomi peggiori ed andare ad escludere le cause più dolorose. Di conseguenza queste conoscenze ed esperienze possono risultare deleterie nel momento in cui siamo noi ad essere oggetto di indagine medica. Come meccanismo di difesa possiamo sviluppare una serie infinita di vie di fuga oppure di ipocondrie.

Autodiagnosi online: ecco i rischi che si corrono

Ora però al primo posto come “peggior paziente” si erge una nuova categoria: il paziente da autodiagnosi online. Grazie alla diffusione di Internet molti pazienti si recano dal medico con una verità già preconfezionata data da ricerche online effettuate spasmodicamente. Dotati della laurea in pagine wikipedia e articoli di svariata natura i pazienti in questione rischiano di diventare il peggior incubo per un medico. A ciò si aggiunge una pericolosa sottocategoria: il paziente esperto di nuove cure salvavita non riconosciute dalla scienza. Quest’ultima categoria rischia di fare più di un danno: in primis al paziente stesso, che merita cure efficaci e supportate da metodologia scientifica, in seconda battuta alle altre persone che si trovano nella stessa situazione poiché spesso sono anche divulgatori online di bufale, se non vere e proprie truffe.

In questi casi verrebbe da pensare che molti siti che trattano materie mediche dovrebbero essere provvisti di apposito “bugiardino” come i farmaci: controindicazioni sull’uso delle informazioni ricevute. Molti lo fanno e specificano che ciò che si trova scritto non sostituisce il parere medico e sono tendenzialmente i siti seri che fanno divulgazione. Troppi invece sono i siti di “informazione” o di pseudo-medicina che si avvicinano più ad un modello complottista che ad un modello scientifico.

La questione riguarda due diverse tipologie di problema:

-da una parte l’alto tasso emotivo con cui si effettuano le ricerche su materie mediche che ci porta ad essere più ansiosi e meno attenti ad elementi razionali;

-dall’altro la necessità da parte di numerosi siti di pseudo informazione di generare click sulle pagine a scopi commerciali, quando non si tratta di vere e proprie campagne criminali.

Non è raro che accada di leggere in giro articoli su cure miracolose inesistenti, allarmi su nuove patologie o su alimenti comuni etc… Chi non correrebbe a cliccare su una notizia che titola “ATTENZIONE: non prendete questo farmaco è pericoloso! Ecco cosa è successo…” spesso con l’immagine di un comune farmaco da banco che tutti hanno in casa? Oppure sulla nuova cura per il cancro dove basterebbe magiare un “siero naturale” miracoloso, per non parlare dell’ultima (in ordine di tempo) dieta che ti fa dimagrire senza smettere di mangiare. Quest’ultima sarebbe da ridere poiché in realtà all’interno si dice che basta rinunciare alle proteine (quindi dieta) però viene condivisa sui Social in altro modo e sembra proprio che quasi tutti gli utenti si fermino al titolo.

E’ accaduto lo stesso per bufale ben più gravi come l’allarme sui vaccini che causerebbero gravi malattie che ha portato troppi genitori a non vaccinare i propri figli. Altre hanno causato lo sterminio di specie animali come gli squali (la bufala che indica la cartilagine dello squalo come cura contro il cancro) la cui popolazione è stata sterminata e ha costretto un’intera nazione (la Cina) a sviluppare una campagna di informazione contro questa credenza.

Quando si tratta della nostra salute siamo tutti emotivi e lasciamo nel cassetto la ragionevolezza. Su questo ainoi contano i professionisti dell’inganno. Ancora più preoccupante è la capacità di questi soggetti di attirare altre persone nella trappola e generare una sorta di “setta” di presunta nuova medicina alternativa.

Tutti vorremmo guarire con certezza dalle malattie senza soffrire: se qualcuno ci propone un metodo che promette zero sofferenze, zero sforzi e risultati certi vorremmo crederci a tutti i costi, il problema è che il costo reale a volte è la qualità della vita o la vita stessa.

Ci sarebbe da chiedersi: perché non chiudono questi siti?

La situazione è complessa: a meno che non vi siano denunce da parte di persone che hanno avuto diretti effetti negativi e provati a causa di queste informazioni esse sono considerate nell’ambito della libertà di opinione. Un altro motivo è quello di evitare la dispersione di questi contenuti permettendo alle autorità sanitarie di tenere d’occhio l’evolversi della situazione.

Un consiglio che si può dare nel caso si abbiano dubbi riguardo ad una diagnosi medica è quello di cercare un altro parere medico purché sia un medico di comprovata competenza, esperienza e con tutte le carte in regola.

Se si hanno dubbi sulla propria salute è naturale cercare online un’indicazione riguardante i sintomi che sentiamo di avere, è comprensibile. L’importante è che si sappia dei limiti di quest’azione di “autodiagnosi” e si vada anche dal medico curante per effettuare una diagnosi.

Paolo Barillari

 

 

 

 

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