Colite ulcerosa: dai sintomi al trattamento

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Colite ulcerosa, dai sintomi al trattamento - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

La colite ulcerosa è un disturbo che in genere si manifesta prima dei 30 anni di età. È molto importante diagnosticarla per poterla trattare adeguatamente, in quanto nel tempo può dare luogo a lesioni precancerose, aumentando il rischio di insorgenza del carcinoma intestinale.

Tra le MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) rientra anche la colite ulcerosa. Le cause esatte di questa patologia non sono ancora note. Tuttavia, si ipotizza possa essere determinata dalla concomitanza di due elementi:

  • Fattori ambientali (ad esempio determinati microrganismi batterici che vivono nell’intestino)
  • Una certa predisposizione genetica

Secondo questa ipotesi sarebbe tale combinazione a provocare una reazione di attacco da parte del nostro stesso sistema immunitario.

SINTOMI

La colite ulcerosa origina nel retto, ma può estendersi anche a tutto il colon o a parte di esso, senza soluzione di continuità, e ha un andamento piuttosto altalenante. Difatti, in un anno possono alternarsi attacchi acuti a periodi di completa remissione, in cui la malattia è asintomatica. Si stima che annualmente possono verificarsi uno o due episodi sintomatici, ma anche molti di più.

La malattia è caratterizzata da lesioni ulcerose che causano sintomi intestinali, quali:

  • Diarrea con presenza di sangue e/o muco
  • Anemia da carenza di ferro, dovuta al sanguinamento
  • Stipsi, quando il disturbo coinvolge solo il retto
  • Dolori addominali, che in genere si attenuano dopo l’evacuazione
  • Evacuazione di solo muco e/o sangue, oppure di feci di piccole quantità
  • Febbre accompagnata da conseguente disidratazione ed associata in particolare ad episodi sintomatici più severi
  • Sintomi extra-intestinali. In un terzo dei casi possono presentarsi manifestazioni a livello dermatologico, quali noduli sottocutanei o lesioni con presenza di pus, ma anche dolori articolari come artriti e artralgie

COLITE ULCEROSA: diagnosi

Quando un soggetto presenta diarrea emorragica ricorrente accompagnata da crampi ed una certa urgenza alla defecazione si può sospettare che si tratti di colite ulcerosa. In particolar modo se vi è anche familiarità per le malattie autoimmuni, è consigliabile rivolgersi ad uno Specialista.

La diagnosi si stabilisce mediante esami, quali:

  • Colonscopia (con eventuali biopsie intestinali seriate). Risulta fondamentale, in quanto consente di valutare non solo la mucosa, ma anche l’estensione dell’infiammazione
  • Cromoendoscopia. Si utilizza durante la colonscopia per poter visualizzare in maniera più dettagliata possibili zone sospette per displasia del colon (poliposi intestinale)
  • Calprotectina fecale. Alte concentrazioni di questa proteina nelle feci indicano che siamo in presenza di ocolite ulcerosa. Il suo dosaggio risulta assai utile anche per monitorare la patologia e la risposta alla terapia medica
  • RX addominale. Si utilizza nei casi severi, poiché fornisce informazioni sia sulla sede dell’infiammazione sia sul possibile sviluppo di complicanze ad essa associate
  • SICUS (Ecografia delle anse intestinali). Si tratta di un esame non invasivo che consente di valutare lo stato del lume intestinale, nonché di monitorare la patologia e la sua risposta terapeutica

COLITE ULCEROSA: trattamento

Come già detto nell’incipit, è molto importante curare l’infiammazione cronica in maniera adeguata. In questo modo è possibile evitare che nel tempo dia luogo ad alterazioni irreversibili delle cellule intestinali (lesioni precancerose), le quali possono aumentare il rischio di insorgenza di tumori intestinali.

È bene sapere che la terapia medica deve essere necessariamente seguita anche durante i periodi di remissione, in cui questa rimane silente. Questo risulta fondamentale al fine di evitare le pericolose riacutizzazioni della malattia per le ragioni appena spiegate.

In casi (in genere piuttosto rari) di colite ulcerosa refrattaria alla terapia medica, viene eseguita una colectomia totale. Si tratta di un intervento chirurgico che prevede l’asportazione dell’intero colon.

Il trattamento della malattia ha come scopo quello di agire sull’infiammazione cronica, inibendo quei processi che attivano il nostro sistema immunitario e, quindi, l’infiammazione. Per fare questo vengono utilizzati:

  • Farmaci ad azione antinfiammatoria come ad esempio la mesalazina
  • Steroidi
  • Immunosoppressori, quali la ciclosporina e l’azatioprina

Inoltre, per la gestione della malattia possono essere utili:

  • Integratori di ferro, nel caso vi sia una anemia da carenza di questo minerale fondamentale per diverse funzioni biologiche, causata dalla perdita ematica nelle feci
  • Integratori di calcio e vitamina D. L’alimentazione di chi soffre di colite ulcerosa potrebbe dover escludere i prodotti caseari, fattore che può ridurre i sintomi della malattia. Pertanto è necessario assumere questi integratori solo se questo tipo di dieta porta giovamento
  • Dieta con basso contenuto di fibre. In caso di intestino crasso gonfio, questa accortezza può limitare le lesioni della mucosa infiammata

 

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

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