Ernie addominali: a ognuna il suo nome

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Ernie addominali, a ognuna il suo nome - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

La causa principale delle ernie addominali è l’indebolimento dei muscoli o del tessuto connettivo proprio a livello dell’addome. Conosciamo meglio questo disturbo piuttosto frequente che colpisce circa il 5% degli italiani.

Con ernia addominale viene definito qualsiasi caso in cui un viscere, o anche solo una parte di esso, fuoriesca dalla sua sede naturale attraverso un punto particolarmente debole della parete muscolare dell’addome.

A seconda della zona in cui l’ernia origina, questa viene identificata con nomi differenti.
Per questo si parla di:

  • Ernia epigastrica, se il disturbo è localizzato nella zona dell’addome che si trova tra lo sterno e l’ombelico, ossia l’epigastrio
  • Ernia ombelicale, quando la protrusione si sviluppa nella zona al di sopra o al di sotto della regione ombelicale
  • Ernia inguinale, nel caso in cui un tratto di intestino fuoriesca a livello dell’inguine
  • Ernia femorale (o crurale). Come per l’ernia inguinale la zona interessata è quella pubica. In particolare, la protrusione del viscere avviene attraverso il canale femorale
  • Ernia otturatoria, quando l’ernia si sviluppa attraverso il cosiddetto forame otturatorio, situato alla radice della coscia
Esistono altre due forme di ernia che possono interessare la cavità addominale:
  • Ernia iatale. Questa si forma quando la parte superiore dello stomaco risale all’interno del torace attraverso lo iato esofageo (o diaframmatico), un foro che unisce esofago e stomaco e che regola il passaggio del cibo
  • Laparocele. Si tratta di un’ernia che origina dalla cicatrice chirurgica di un intervento addominale laparotomico

ERNIE ADDOMINALI: cause

L’indebolimento dei muscoli o del tessuto connettivo a livello dell’addome rappresenta la causa principale di una ernia addominale. Tale debolezza può a sua volta essere provocata da:

  • Predisposizione genetica. Alcuni soggetti presentano un indebolimento congenito della parete addominale
  • Età. Con l’avanzare degli anni l’invecchiamento, del tutto fisiologico, dei tessuti ne provoca l’assottigliamento
  • Fumo
  • Sovrappeso e obesità
  • Gravidanza. Le gravidanze, soprattutto quelle multiple, possono generare un assottigliamento della parete addominale
  • Bronchite e/o stipsi croniche
  • Sforzi eccessivi e/o ripetuti
  • Ascite, ossia la presenza di una quantità eccessiva del liquido normalmente presente nella cavità addominale

SINTOMI

Nonostante le ernie addominali possano essere visivamente identificabili, il disturbo può essere del tutto asintomatico. Ad ogni modo la sintomatologia generica con cui possono manifestarsi comprende:

  • Gonfiore nel punto di formazione dell’ernia. Questo tende a scomparire in posizione supina, mentre si accentua in posizione eretta o sotto sforzo
  • Sensazione di peso o tensione all’addome, che può essere anche associata a fitte dolorose
  • Dolore e/o fastidio localizzato quando si tossisce, si solleva qualcosa di pesante o semplicemente ci si china

Altri sintomi sono strettamente legati alla localizzazione dell’ernia addominale, come ad esempio:

  • Nausea e vomito, soprattutto dopo i pasti, e diarrea (ernia epigastrica)
  • Sensazione di bruciore localizzato e dolore che si acutizza dopo un colpo di tosse, uno starnuto, sollevamento di carichi pesanti o in caso di complicanze, quali: formazione di aderenze tra l’ernia e la parete addominale o strozzamento dell’ernia stessa (ernia ombelicale)

DIAGNOSI

Durante una semplice visita lo specialista è in grado di stabilire se si è in presenza di ernia attraverso l’osservazione e la palpazione dell’addome del paziente.

Potrebbe ad ogni modo essere necessario eseguire ulteriori indagini strumentali, quali:

  • Ecografia addominale
  • TAC, in caso si tratti di soggetti obesi o ci sia il rischio di incarceramento dell’ernia
  • Risonanza Magnetica, se con le due precedenti metodiche non si riesce a stabilire una diagnosi corretta

TRATTAMENTO

Alcune ernie addominali si risolvono spontaneamente. Tra queste troviamo l’ernia ombelicale dei neonati (che solitamente regredisce entro i 12-18 mesi di vita) e quella che può essere causata dalla gravidanza.

L’intervento ha lo scopo di ridurre l’ernia e rafforzare la parete addominale con l’utilizzo di reti in materiale biocompatibile permanente. In generale possiamo dire che si rende necessario intervenire chirurgicamente nei casi in cui:

  • L’ernia non regredisca
  • L’ernia aumenti di volume
  • Vi sia un’elevata probabilità che possa andare incontro a strozzamento

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

 

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