Oncologia Esofago di Barrett. - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on aprile 7th, 2017 | by redazione

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Esofago di Barrett e reflusso gastroesofageo

L’esofago è il condotto muscolare attraverso cui il cibo ed i liquidi ingeriti arrivano allo stomaco. Quando questo viene danneggiato dalla risalita continua dei succhi gastrici, si difende, generando una condizione chiamata “esofago di Barrett”.

L’ esofago di Barrett è una metaplasia, ossia  un cambiamento anomalo delle cellule che rivestono la mucosa inferiore dell’esofago. In particolare, questa condizione si verifica quando, per un effetto di adattamento all’esposizione cronica agli acidi dovuta al reflusso gastroesofageo, il normale tessuto che riveste la mucosa dell’esofago viene sostituito da una nuova mucosa costituita da cellule che normalmente si trovano nel tratto gastrointestinale.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

La causa principale di questa condizione è la cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo. Molti sono i fattori di rischio che possono portare all’ esofago di Barrett:

  • L’ERNIA IATALE
  • IL SOVRAPPESO
  • IL FUMO
  • L’ABUSO DI ALCOOL
  • IL SESSO: gli uomini presentano un rischio due volte maggiore di sviluppare questa patologia rispetto alle donne
  • LA FAMILIARITÀ
  • L’ETÀ AVANZATA

SINTOMI DELL’ ESOFAGO DI BARRETT

Questa condizione può anche essere asintomatica, anche se nella maggior parte dei casi presenta la sintomatologia tipica della malattia da reflusso gastroesofageo. Possono, quindi, manifestarsi:

  • RIGURGITI ACIDI
  • DIFFICOLTÀ NEL DEGLUTIRE IL CIBO
  • BRUCIORE
  • DOLORE TORACICO E ADDOMINALE (soprattutto nella parte superiore)
  • TOSSE SECCA

Nel caso di reflusso più grave associato ad una esofagite severa possono manifestarsi sintomi, quali:

  • FECI NERASTRE E CATRAMOSE
  • TRACCE DI SANGUE NEL VOMITO

DIAGNOSI

La gravità dell’ esofago di Barrett sta nel fatto che ha una stretta correlazione con l’adenocarcinoma esofageo, un tumore molto spesso mortale. Difatti, se questa patologia non viene trattata in modo adeguato, può rappresentare una potenziale evoluzione verso questo tipo di cancro.

È molto importante, innanzitutto, accertare la diagnosi mediante una endoscopia ed una biopsia esofagea.

TRATTAMENTO

Il primo obiettivo del trattamento è il controllo dei sintomi e la guarigione della esofagite con farmaci antisecretivi. Questi sono in grado di ridurre a lungo (dalle 18 alle 24 ore) ed in modo significativo l’acidità gastrica.

In caso di tessuto esofageo con un basso grado di displasia, il trattamento prevede il monitoraggio periodico. È consigliabile sottoporsi ad esami endoscopici in maniera regolare, ogni 12-36 mesi.

Quando il tessuto esofageo ha un elevato grado di displasia, può essere necessaria l’asportazione del tessuto displastico.
La mucosectomia è l’intervento mediante il quale è possibile asportare aree di natura maligna ad uno stadio iniziale.
Un caso più raro è quello che necessita della rimozione totale. L’ablazione con radiofrequenza è una tecnica innovativa e molto efficace che consente di distruggere il tessuto displastico, inducendo la formazione di mucosa sana.

 

Per ulteriori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

 

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