Chi ha potere decisionale sul lavoro vive di più

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Chi ha potere decisionale, pur svolgendo un lavoro impegnativo, tende a vivere di più

Svolgere un lavoro stressante che non offre autonomia decisionale nuoce alla salute e rischia di ridurre l’aspettativa di vita. Lo sostengono, in uno studio pubblicato sulla rivista Personnel psychology, Erik Gonzalez-Mulé dell’Indiana University di Bloomington (Usa) e Bethany Cockburn dell’Università dell’Iowa di Iowa City (Usa). Secondo i due ricercatori americani, un impiego impegnativo che prevede, invece, il coinvolgimento del lavoratore aiuterebbe a vivere più a lungo.

Essere sotto stress senza poter prendere decisioni fa male

“Abbiamo analizzato la quantità di lavoro, il tempo che si trascorre sotto pressione, la necessità di restare concentrati, il controllo esercitato dai responsabili e la discrezionalità con cui si possono prendere decisioni sul posto di lavoro, come indicatori del rischio di morte – spiega Erik Gonzalez-Mulé -. I risultati suggeriscono che i lavori stressanti hanno evidenti conseguenze negative per la salute dei dipendenti se abbinati a una bassa libertà decisionale, mentre possono essere benefici per la salute se associati alla discrezionalità decisionale”.

Gli autori hanno monitorato lo stato di salute di 2.363 impiegati per sette anni. Al termine di questo periodo, hanno osservato che la qualità del lavoro e l’autonomia decisionale influiscono sulla salute dei lavoratori. Chi, infatti, svolgeva un lavoro stressante e aveva un basso potere discrezionale correva un rischio di morire più alto del 15,4% rispetto a chi aveva un impiego meno impegnativo. Allo stesso tempo, chi praticava un lavoro intenso ma aveva la possibilità di gestirne tempi e modalità di svolgimento aveva il 34% di probabilità in meno di andare incontro a una morte precoce rispetto a chi aveva un’occupazione meno stressante.

Secondo gli esperti, i risultati dell’indagine potrebbero essere dovuti al fatto che chi svolge un lavoro pesante e non ha discrezionalità decisionale può cercare di alleviare lo stress adottando comportamenti dannosi per la salute. Per esempio, potrebbe avere maggiori probabilità di fumare e di seguire un regime alimentare scorretto. I lavoratori stressati e non autonomi coinvolti nello studio, infatti, avevano generalmente un indice di massa corporea più elevato.

I ricercatori invitano, quindi, i datori di lavoro a rendere più autonomi i propri dipendenti. “È possibile evitare le conseguenze negative sulla salute consentendo ai lavoratori di fissare i propri obiettivi, impostare i programmi e avere una maggiore autonomia decisionale – conclude il dottor Gonzalez-Mulé -. Occorre permettere agli impiegati di avere voce nel processo decisionale”.

Fonte http://salute24.ilsole24ore.com/

Prof. Paolo Barillari

Casa di Cura Villa Mafalda Roma

 

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