Ragadi anali: fattori scatenanti e trattamento

0
2209
Ragadi anali Blog del Prof. Paolo Barillari

Le ragadi anali sono piccole ferite localizzate nel canale anale. Possono manifestarsi a qualsiasi età, ma sono piuttosto frequenti nei bambini più piccoli, poiché sono causate da feci grandi e dure, che al loro passaggio possono provocare abrasioni o lacerazioni alla mucosa interna dell’ano.

CAUSE E FATTORI SCATENANTI

Le cause dell’insorgenza delle ragadi anali sono legate ad alcuni fattori scatenanti, quali:

  • stipsi ostinata
  • alimentazione povera di fibre
  • malattie croniche intestinali
  • diarrea cronica
  • gravidanza: possono manifestarsi dopo il parto

SINTOMI

Le ragadi anali possono causare:

  • dolore molto intenso
  • spasmi del muscolo sfintere anale interno
  • sanguinamento durante la defecazione
  • sensazione di corpo estraneo sia internamente che esternamente all’ano
  • prurito o infiammazione

TRATTAMENTO DELLE RAGADI ANALI

Almeno il 50% delle ragadi anali guariscono da sole attraverso uno stile di vita sano che comprenda alcune norme igienico-alimentari, come ad esempio:

  • seguire una dieta equilibrata, ricca di fibre e liquidi
  • praticare una moderata e regolare attività fisica
  • evitare il sovrappeso e l’obesità

È molto importante cambiare il pannolino dei bambini con frequenza, mantenendo la parte sempre pulita e fresca.

Inoltre, è possibile coadiuvare la guarigione delle ragadi anali grazie all’utilizzo di:

  • una pomata alla nitroglicerina da applicare localmente, che, permettendo allo sfintere involontario di rilassarsi per alcune ore, può portare alla guarigione delle ragadi anali in poche settimane di trattamento
  • iniezioni di botulino nella zona perianale: questa tossina è anche essa in grado di rilassare lo sfintere involontario, impedendone la forte e continua contrazione per diversi mesi (le iniezioni risultano, però, piuttosto dolorose)
  • uso di dilatatori anali criotermici: applicazioni quotidiane endoanali per almeno 30 giorni, associate ad una valida ginnastica del muscolo sfintere anale interno, sono molto efficaci nel trattare l’ipertono sfinteriale e le ragadi anali acute
  • effettuare semicupi frequenti in acqua tiepida della durata di almeno 20 minuti, per più volte al giorno

Quando la terapia medica fallisce, è necessario intervenire chirurgicamente. L’intervento rappresenta l’unico metodo risolutivo, che impedisce eventuali ricadute. Viene effettuato in day hospital (in anestesia locale o generale) e può durare dai 15 ai 30 minuti. La guarigione completa si ottiene in 4-6 settimane ed il dolore scompare nei primi giorni post-operatori. Una volta terminato l’intervento, la defecazione può avvenire regolarmente e senza problemi, da subito.

 

Per ulteriori dubbi o informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui