Le ragadi anali sono un problema proctologico frequente, ma di cui spesso si parla con imbarazzo. In molti casi possono guarire spontaneamente seguendo uno stile di vita corretto e alcune indicazioni igienico-alimentari. Tuttavia, non sempre questo è sufficiente. Cosa possiamo fare quando la terapia medica non porta ai risultati sperati? Approfondiamo l’argomento.
Le ragadi anali sono piccole lesioni localizzate nel canale anale, piuttosto frequenti nei bambini più piccoli, ma che possono manifestarsi a qualsiasi età. Si tratta di micro-lacerazioni della mucosa interna dell’ano, causate dal passaggio di feci grandi e dure, che possono provocare dolore, bruciore e sanguinamento.
RAGADI ANALI: alcuni consigli da seguire nel quotidiano
Nel 50% dei casi le ragadi possono risolversi in maniera spontanea. Ma a cosa dobbiamo fare attenzione per coadiuvare la guarigione di queste ferite? Vediamo in dettaglio:
- Seguire una dieta equilibrata, che sia ricca di fibre e liquidi
- Praticare una moderata ma regolare attività fisica
- Mantenere il peso nella norma, evitando sovrappeso e obesità
- Evitare la stipsi ostinata
- Nel caso di bambini più piccoli, è molto importante cambiare il pannolino con frequenza, mantenendo la parte sempre pulita e fresca
TERAPIE FARMACOLOGICHE E CHIRURGIA
Quando si si soffre di ragadi anali alcune terapie farmacologiche possono favorire la loro guarigione:
- Pomata alla nitroglicerina da applicare localmente. Questa, consentendo allo sfintere involontario di rilassarsi per alcune ore, può portare alla guarigione delle ragadi anali in poche settimane di trattamento
- Iniezioni di botulino nella zona perianale: anche questa tossina è in grado di rilassare lo sfintere involontario, impedendone la forte e continua contrazione per diversi mesi (le iniezioni risultano, però, piuttosto dolorose)
- Uso di dilatatori anali criotermici: applicazioni quotidiane endoanali per almeno 30 giorni, associate ad una valida ginnastica del muscolo sfintere anale interno, sono molto efficaci nel trattamento delle ragadi anali acute e dell’ipertono sfinteriale
- Effettuare semicupi frequenti in acqua tiepida della durata di almeno 20 minuti, per più volte al giorno
Cosa possiamo fare quando la terapia conservativa non basta?
Nel momento in cui la terapia medica non sia sufficiente, è necessario procedere con un intervento effettuato in anestesia locale, che rappresenta l’unico metodo risolutivo, in grado anche di impedire eventuali ricadute.
In passato i pazienti venivano sottoposti ad interventi estremamente demolitivi quali la ragadectomia. Al contrario, oggi sappiamo che basta riportare alla normalità il tono sfinteriale perché la ragade guarisca da sola. Un opportuno trattamento necessita della manometria. L’esame permette di misurare: la pressione ed il funzionamento dello sfintere anale, nonché la sensibilità dell’ampolla rettale.
La Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” dispone del manometro a 32 canali, considerato fra i migliori al mondo. La validità di tale strumento è fondamentale, in quanto è sulla base dei risultati dell’esame manometrico che viene effettuata la sfinterotomia regolata.
Con questo tipo di intervento, effettuato in anestesia locale mediante una piccola puntura intorno all’ano, è possibile riportare il tono sfinteriale alla sua normalità. Viene effettuato in day hospital e può durare dai 15 ai 30 minuti.
La guarigione completa si ottiene in 4-6 settimane ed il dolore scompare nei primi giorni post-operatori. Una volta terminato l’intervento, la defecazione può avvenire regolarmente e senza problemi, da subito.
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