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Informazione Sinus pilonidalis, di cosa si tratta - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Published on marzo 15th, 2019 | by redazione

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Sinus pilonidalis: di cosa si tratta?

Conosciamo meglio il sinus pilonidalis, un’infezione acuta e spesso cronica, che può svilupparsi nella regione sacro-coccigea.

Cisti pilonidale, è questo il nome con cui è più comunemente conosciuto il sinus pilonidalis. Il termine deriva dal latino e significa “recesso in cui si annida il pelo”. Difatti, questo si sviluppa a partire da peli presenti sul solco intergluteo che separa le natiche che, invece di trovarsi sulla superficie cutanea, “si incarniscono”. Nel momento in cui rimangono intrappolati, finiscono col crescere e svilupparsi in uno strato sottocutaneo poco più profondo.

Tale condizione può determinare nel tempo un’infiammazione, che viene favorita da:

  • Presenza di molti peli. Per questa ragione gli uomini, più irsuti delle donne per natura, hanno una probabilità maggiore di sviluppare una cisti pilonidale. Inoltre, risulta più frequente in quelli con età compresa tra i 15 ed i 30 anni
  • Soggetti obesi
  • Sudore, soprattutto in caso di traspirazione abbondante
  • Attrito
  • Utilizzo di jeans stretti
  • Prolungata posizione seduta (autisti, ciclisti etc. ). Non a caso negli Stati Uniti il sinus pilonidalis viene chiamato “jeep riders’ disease

In genere all’infiammazione può seguire la formazione di essudato purulento (pus) e, quindi, di un ascesso. Qualora quest’ultimo non venga trattato, può portare all’insorgenza di una fistola, ossia di un canale che mette in comunicazione la cavità cistica ascessualizzata ed un orifizio cutaneo situato nella zona sacro-coccigea interessata dalla cisti. Si tratta di una complicanza che in molti casi può determinare la formazione anche di fistole multiple, nonché di recidive.

SINUS PILONIDALIS: sintomi

Inizialmente questo tipo di cisti può risultare asintomatica, finché non si verifica l’infiammazione ed in seguito l’ascesso. In questo caso possono presentarsi sintomi, quali:

  • Tumefazione arrossata nella zona interessata
  • Dolore. Questo tende ad aumentare notevolmente quando la cisti viene palpata o anche al semplice atto di separare le natiche
  • Secrezione di liquido sieroso
  • Secrezione purulenta  giallastra e maleodorante, dovuta all’ascesso
  • Prurito
  • In alcuni casi, malessere generale e febbre

Dopo l’iniziale fase acuta, in cui il sinus pilonidalis si presenta come una tumefazione arrossata che causa dolore, in genere si passa alla fase cronica: gli orifizi da cui esce il pus si richiudono nuovamente. Questo può far sì che la tumefazione si ripresenti, rientrando così di nuovo nella fase acuta.

TRATTAMENTO

Mediante una normale visita specialistica è facilmente evidenziabile la presenza di una cisti pilonidale.

Nel caso in cui quest’ultima abbia dato seguito ad un ascesso, il trattamento prevede il drenaggio del materiale purulento mediante un’incisione. La procedura, effettuata in anestesia locale, consente di diminuire sia il dolore che l’infiammazione.
A questo punto il paziente dovrà seguire una terapia antibiotica e sottoporsi a medicazioni giornaliere fino a completa guarigione.

Al contrario, qualora fossero presenti tramiti fistolosi, è necessario procedere con la rimozione chirurgica di quest’ultimi e della cisti stessa. In questa fase è importante mantenere la ferita pulita ed asciutta finché non sia guarita completamente.

Per evitare la formazione di ulteriori cisti è sempre consigliabile mantenere la pelle del solco intergluteo pulita e priva di peli almeno fino ai 30 anni di età.

 

Per ulteriori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

 

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