Rettocele: il prolasso della parete vaginale posteriore

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Rettocele, il prolasso della parete vaginale posteriore - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Il rettocele fa parte dei prolassi che interessano la parete vaginale posteriore. In questo approfondimento vediamo quali cause e quali fattori di rischio possono incidere sullo sviluppo di questa problematica associata alle donne.

Quando una porzione dell’intestino retto protrude all’interno del lume vaginale, siamo in presenza di un rettocele. Si tratta di una patologia specificatamente femminile che può insorgere a qualsiasi età. Tuttavia, è più facile riscontrarla nelle donne tra i 40 e i 60 anni, multipare o che abbiano superato la menopausa.

È possibile distinguere tre diversi gradi, in base alla profondità della tasca del rettocele:

1° grado: quando è minore di 2 cm

2° grado: quando è compresa tra 2 cm e 4 cm

3° grado: quando è maggiore di 4 cm

A seconda della sede rispetto alla parete vaginale posteriore, possiamo invece distinguere:
  • R. Basso: si trova a livello del corpo perineale ed è dovuto a una separazione dei fasci del muscolo elevatore dell’ano, spesso come conseguenza di una episiotomia (incisione praticata per facilitare il parto vaginale) non ben riparata
  • R. Medio: è il più frequente, anch’esso legato ad una lacerazione ostetrica con danneggiamento dei sistemi di supporto del setto retto-vaginale
  • R. Alto: è associato al prolasso genitale

RETTOCELE: cause e fattori di rischio

In generale, possiamo dire che questo genere di prolasso si verifica a causa dell’indebolimento, più o meno severo, del pavimento pelvico, ossia dei muscoli che compongono il setto retto-vaginale.

Difatti, vi sono alcuni eventi che possono causare lo stiramento traumatico dei muscoli pelvici. Tuttavia, è importante sottolineare che non basta un singolo evento a provocare il rettocele, bensì la somma di diversi eventi traumatici. Vediamoli in dettaglio:

  • Parto vaginale (ossia naturale) o con complicazioni come un travaglio molto lungo o un feto di grandi dimensioni. Per questa ragione le donne che hanno avuto più parti vaginali sono maggiormente soggette a questa patologia, poiché ogni singolo parto contribuisce all’indebolimento progressivo del pavimento pelvico
  • Lesione durante una procedura chirurgica, come ad esempio una isterectomia, ossia un intervento di rimozione dell’utero
  • Età. Questo tipo di prolasso è correlato al fisiologico invecchiamento. Difatti, con l’avanzare degli anni le strutture di sostegno della pelvi possono indebolirsi
  • Obesità
  • Menopausa. Dopo la menopausa le donne producono meno estrogeni e questo indebolisce fisiologicamente i muscoli del setto retto-vaginale
  • Stipsi/bronchite croniche. Tutte quelle attività ripetute nel tempo che fanno aumentare la pressione intraddominale (sforzo durante l’evacuazione, sollevamento di oggetti pesanti…) rappresentano un fattore di rischio per questa tipologia di prolasso

In un prossimo articolo troverete maggiori informazioni riguardo sintomatologia, diagnosi e trattamento di questo prolasso della parete vaginale posteriore.

 

Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

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