A cosa servono rettoscopia e anoscopia? Si tratta di due metodiche di semplice esecuzione che permettono di osservare direttamente il canale retto-anale. Ma, quando viene consigliata l’una o l’altra?
Nonostante siano annoverate tra gli esami invasivi e il nome per molti possa ancora incutere un po’ di timore, la rettoscopia e l’anoscopia non comportano particolari fastidi nella loro esecuzione e la differenza principale tra le due risiede nell’area che ciascun esame permette di visualizzare.
In generale, possiamo dire che sono due esami endoscopici che permettono di esaminare il canale anale e il retto inferiore (e talvolta anche una parte del colon sigmoideo): l’anoscopia si concentra sul canale anale e la parte terminale del retto, mentre la rettoscopia consente di esplorare anche una porzione più ampia del retto.
Rettoscopia e anoscopia sono, infatti, assai utili per l’osservazione endoscopica:
- della parte inferiore dell’ampolla rettale
- dei tre pacchetti emorroidari
- della linea pettinata
- della parte inferiore del canale anale
CAMPI DI UTILIZZO
Questi due esami endoscopici sono utili e necessari per poter evidenziare l’eventuale presenza di patologie ano-rettali, tra le quali:
- Emorroidi
- Procidenza dei tre pacchetti emorroidari
- Prolasso mucoso
- Ragadi anali
- Cancro del retto inferiore
- Tumore dell’ano
- Altre patologie che possono causare sanguinamento rettale
Durante l’esecuzione di questi due esami è anche possibile effettuare manovre operative come ad esempio:
- Fotocoagulazione con raggi infrarossi (emorroidi)
- Legatura elastica (nel caso di malattia emorroidaria ad uno stadio iniziale)
- Biopsia
RETTOSCOPIA E ANOSCOPIA: preparazione, modalità e durata di esecuzione
Tre ore prima di sottoporsi all’indagine endoscopica è necessario eseguire un clistere evacuativo da 100 ml, in modo da consentire la visione completa del canale ano-rettale.
In genere, il paziente viene fatto sdraiare nella cosiddetta posizione di Sims, ossia sul fianco sinistro. A questo punto è importante che il medico inviti il paziente a rilassarsi, cercando di farlo sentire il più possibile a proprio agio.
Sebbene sia indolore, l’esame comincia con l’introduzione di un lubrificante con effetto anestetico, a cui segue l’esplorazione rettale digitale. In questo modo lo specialista può valutare anche se l’esame possa essere eseguito. Difatti, in caso di spasmi anali, viene solitamente rimandato.
L’anoscopia viene eseguita mediante l’anoscopio, un piccolo strumento cilindrico della lunghezza di 6-7 cm e del diametro di circa 20 mm.
Quando il tratto rettale da osservare è più esteso, viene usato il rettoscopio, uno strumento simile al precedente, ma con una lunghezza che raggiunge i 25 cm.
La durata complessiva dell’indagine endoscopica, che è indolore, dura circa 15 minuti.
Per maggiori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma


