Prolasso del retto: quali fattori possono predisporlo?

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Prolasso del retto, quali fattori possono predisporlo - Il Blog del Prof. Paolo Barillari

Esistono dei fattori che possono predisporre il prolasso del retto? Con quali sintomi può manifestarsi? Queste le tematiche affrontate nell’approfondimento di oggi.

Il prolasso rettale non è altro che la protrusione della mucosa del retto attraverso l’apertura anale. In particolare, possono verificarsi due diverse tipologie, per questo parliamo di:

  • Prolasso parziale (anche detto mucoso), quando solamente la mucosa del retto fuoriesce dall’ano
  • Prolasso totale, quando è una parte del canale rettale ad uscire verso l’esterno

PROLASSO DEL RETTO: fattori predisponenti

Innanzitutto bisogna dire che l’intestino tenue giace a contatto con la parete rettale anteriore.

I fattori che possono predisporre al prolasso del retto sono principalmente legati ad anomalie che consentono al piccolo intestino (ossia l’i. tenue) di forzare il retto fino a farlo fuoriuscire attraverso il canale anale. Tali anomalie sono:

  • Una condizione anatomica che comporta l’eccessiva mobilità e lassità delle strutture di sostegno rettali
  • Eccessiva profondità della cavità addominale o del cavo del Douglas
  • Perdita della posizione orizzontale del retto con lassità e atonia delle adesioni pelviche e sacrali con perdita di supporto dell’utero, della vescica e perineo discendente
  • Debolezza di entrambi gli sfinteri anali, sia interno che esterno, spesso associata ad una neuropatia del nervo pudendo
  • Presenza di un mesoretto estremamente mobile
  • L’associazione con rettocele e/o con tratti del colon retto-sigmoideo con aspetto ridondante (ossia, non patologico)
  • Donne con gravidanze plurime e parti laboriosi
  • Predisposizione genetica

SINTOMI

Nei suoi stadi iniziali il prolasso del retto presenta una sintomatologia molto simile a quella di altre patologie come le emorroidi o la stipsi. Proprio per questa ragione può accadere che il disturbo non venga riconosciuto subito e possa continuare persino a peggiorare.

Vediamo più dettagliatamente quali sintomi possono essere riconducibili a un prolasso rettale:

  • Stipsi rettale, che comporta la difficoltà al momento dell’emissione delle feci, con interessamento della funzionalità del pavimento pelvico
  • Sensazione di evacuazione incompleta
  • Pollacochezia, cioè l’emissione in più volte di una quantità scarsa di feci
  • Prolungato ponzamento, fino alla necessità di eseguire manovre manuali per consentire lo svuotamento
  • Senso di peso anale e perineale che tende ad accentuarsi con la stazione eretta e dopo la defecazione
  • Tenesmo, ossia la contrazione spasmodica, e spesso dolorosa, dello sfintere anale, accompagnata da stimolo alla evacuazione anche senza emissione di feci
  • Dolore addominale e sacrale
  • Prurito anale
  • Difficoltà nel trattenere i gas e le feci (associata per lo più a prolasso totale!) sotto forma di vera e propria incontinenza (nel 2090% dei casi), a causa della ridotta compliance rettale
  • Stipsi nel 2060% dei pazienti
  • Sanguinamento determinato dall’irritazione cronica a cui è sottoposta la mucosa prolassata
  • Perdita di muco dalla mucosa rettale per effetto della congestione
  • Il cosiddetto “ano umido”, associato a dermatite perianale, secrezioni mucose, irritazione, bruciore, prurito e incontinenza fecale
  • Prolasso genitale, vescicale (o cistocele), con o senza incontinenza urinaria nelle donne in menopausa, con gravidanze plurime e parti laboriosi

Per ulteriori informazioni, contattare il Prof. Paolo Barillari che opera presso la Casa di Cura Privata “Villa Mafalda” di Roma

Per un consulto medico, compila il form “Contatta il Professore” presente nell’articolo

 

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